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Domenico Sodano

EDITORIAL

Intervista a Licia Colò

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“Fino alle falde del Kilimangiaro!”

di Domenico Sodano

Se le si chiede dov’è nata, lei risponde: “ per caso a Verona!” …Hmm, per caso? Si! Perché lei, come quegli spiriti liberi che non conoscono dimora, preferisce dirsi cittadina del mondo. Solare ed ispirata, introspettiva ed analitica, come evanescente creatura approda dove vuole suscitando, così, con smobilitante semplicità, un dinamismo comunicativo e catalizzante. Dotata di un intuito particolare, ama viaggiare, ricercare e scoprire, spingersi nei livelli più sottili dell’esistenza, della cultura e della civiltà dei popoli, alla ricerca del suo scopo e significato più profondo. Parliamo di Licia Colò, filantropica figura televisiva, conduttrice e giornalista da sempre impegnata nella difesa dei diritti degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente.

Signora Colò, come nasce la sua passione per gli animali?

“Ah quante volte ho risposto a questa domanda! Vorrei tanto potermi inventare qualcosa di diverso da raccontare a chi mi segue… Purtroppo non c’è! Le dico quindi che… fin da piccola sono stata abituata ad avere rispetto per i “nostri amici”. I miei primi compagni furono invero: gatti, un coniglio, una biscia, alcune rane, un cane. Finanche i miei nonni mi avvicinavano a tutto ciò che era natura mettendomi continuamente a diretto contatto con essa e le sue piccole creature, abituandomi così a rispettarla. Pensi che ho difeso centinaia di lucertole. Ho addirittura litigato a suon di sganassoni, arrivando persino a far a botte con chi le maltrattava. Poi la vita mi ha dato l’opportunità di tramutare questa mia passione in un lavoro straordinario che mi entusiasma ogni giorno di più, e che riesce ancora a coinvolgermi con la stessa emozione di quando iniziai qualche tempo fa.”

Come e quando comincia la Sua esperienza televisiva?

“Inizia per caso. Manifestavo un giorno, a casa, il mio malcontento ad alcuni amici di famiglia riguardo la situazione in cui tanti, come me,  tentavano di frequentare l’università. Uno di loro mi  disse: “Perché non vieni a Milano?  Puoi vedere intanto se la pubblicità t’interessa.” Fu così che partii fra le preoccupazioni dei miei genitori e il forte desiderio di cambiare e di riuscire. Da li un colpo di fortuna fece si che io arrivassi a sostituire per un breve periodo la Golia. Poi… Bim, Bum, Bam, Festivalbar, Buona Domenica con Costanzo, l’arca di Noé, Geo & Geo e via, via fino ad oggi.”

La conduzione televisiva del Suo programma è stata una scelta di indirizzo o una personale proposta, frutto dell’amore particolare per la natura e gli animali?

“Molti dei programmi che ho condotto, di cui tra l’altro sono pure autrice, scaturiscono da mie personali proposte. Il 1 giugno del 2001 volli anche un portale in Internet col nome:  www.animalieanimali, del quale sono direttore editoriale. Un vero e proprio giornale aggiornato quotidianamente ma pure un servizio per tutti coloro che desiderano essere informati circa lo stato d’avanzamento di tutte le leggi e delle ultime novità sui diritti degli animali. Infatti un esperto di  normative, un veterinario, un comportamentalista, scrivono regolarmente e rispondono alle tante lettere che tutti i giorni ci pervengono. In più ci sono moltissimi servizi: una enciclopedia on-line, i moduli per le denunce ed un bagaglio di informazioni ormai immenso, a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. Nasce in pratica da qui l’idea di chiedere uno spazio televisivo per portare la voce di chi non ce l’ha in tante case. E grazie al mio Direttore, Paolo Ruffini, mi è stato concesso un piccolo spazio giornaliero alle 9,50 su rai tre, dal lunedì al venerdì…”

… i cui risultati sono confortanti…

“Si, oramai il nostro programma è un appuntamento immancabile! Le persone ci seguono, abbiamo avuto molti risultati positivi proprio grazie ai nostri input. Questo ci fa desiderare di  proseguire. Inoltre sono sempre di più quelli che ci chiedono come mai abbiamo così poco tempo a disposizione.”

A suo avviso rimane una modalità abbastanza efficace?

“Se l’efficacia si giudica dai risultati degli appelli, direi di si! Poi adesso la televisione è affiancata da internet e questo fa si che programmi con specifici target diventano mezzi sempre più efficaci per la sensibilizzazioni di certe problematiche.”

Tante le persone che giungono al Suo programma: ambientalisti, esperti del settore, gente comune. Chi ha trovato particolarmente significante?

“Tutti sono importanti, non c’è differenza! Ognuno è indispensabile perché apporta, grazie a quanto può, alle proprie cognizioni, al proprio sapere, ciò che è necessario a comporre un mosaico sempre più grande. Del resto è un po’ un passaparola dove ciascuno offre il suo contributo relativamente alle competenze ed esperienze maturate ed acquisite.”

Perché il titolo al programma “Alle falde del Kilimangiaro”?

“E’ nato per caso dall’idea di uno degli autori, proprio perché il Kilimangiaro rappresenta il mondo della fantasia, la grande montagna con il colletto di neve che sorge al centro della savana. E come tale il programma, metaforicamente parlando, è organizzato nell’idea di suscitare la curiosità di chi desidera addentrarvisi. Per questo sono stati apportati necessari approfondimenti e varianti innovative. Anche il “Kilimangiaro” ha fatto delle scelte nuove per rinnovare l’interesse e completare il quadro del viaggio come scoperta e conoscenza.” 

Se si dovesse trovare a  ricoprire la carica di Ministro dell’Ambiente a quali provvedimenti mirerebbe?

“Non mi piace fare ipotesi impossibili. E’ la politica che ci governa, questo è un dato di fatto! E’ quindi ovvio che qualsiasi azione sensibile, premurosa, lungimirante di una qualsivoglia amministrazione debba sempre salvaguardare e tutelare al meglio il nostro territorio. La prima cosa che mi viene in mente è quella di educare maggiormente i giovani alla conoscenza dell’ambiente affinché possano sempre più rispettarlo, di pari tempo intensificherei la ricerca e l’applicazione delle energie alternative e poi… mi sto lasciando andare… Penso che l’auto ad idrogeno sarebbe un sogno fantastico!”

Secondo la Sua opinione quali sono le priorità per  il nostro Paese? Si fa ancora poco per la nostra “bell’Italia”?

“…Studio del territorio; gestione delle risorse idriche; lotta contro il disboscamento e la cementificazione; spazio al restauro delle vecchie case; stop alle nuove fabbricazioni se prim’ancora non sono state create tutte le necessarie infrastrutture: viabilità, smaltimento dei rifiuti, riciclo delle acque, uso di pannelli solari ecc, ecc; incentivi da parte dello stato per chi usa energia pulita, sfruttare lì dov’è possibile energia eolica  e… potrei continuare fino a domani.”

L’evento catastrofico del Sud – Est asiatico è una realtà che purtroppo si è già allontanata dai mass media. Tanti gli interventi umanitari proposti ed effettuati. Quale la sua opinione?

“Non credo che l’evento si sia allontanato, anzi! Adesso sopraggiunge il momento della ricostruzione e mi pare che molte opere siano già state avviate. Noi al Kilimangiaro, qualche domenica fa, abbiamo infatti portato chi sta già lavorando lì, sul posto, per ricostruire.”

Il problema dell’importazione illecita degli animali diventa oramai sempre più scottante, come la protezione degli stessi una preoccupazione sempre maggiore. Quali le Sue considerazioni?

“La lotta che facciamo quotidianamente contro tale tipo di mercato e di comportamento parla da sola. Gli ultimi anni hanno finalmente visto la codificazione di leggi specifiche, mirate proprio alla salvaguardia degli animali. Meno male…ma credo sia ancora poco!”

E dello stazionamento degli animali presso particolari strutture cosa ne pensa?

“Beh, se si riferisce agli animali usati per forme di spettacolo, come avviene nei circhi, sono assolutamente contraria! E’ un argomento sul quale mi sono dibattuta molto. Sono per i circhi senza animali con esibizioni di uomini, acrobati, giocolieri. Rimango, invece, piuttosto in favore delle oasi faunistiche e per la quasi libertà degli animali, particolarmente per l’uso didattico che si fa di questi habitat, purché l’ambiente venga rispettato. Questo è fondamentale, soprattutto per far acquisire ai bambini la cognizione di natura e degli animali che debbono viverci.”

La città di Napoli lo scorso anno ha vissuto la drammatica vicenda della chiusura dello Zoo Comunale. Quali a Suo avviso le strategie da adottare circa una corretta gestione dell’ormai storico impianto?

“Il Kilimangiaro va in onda tutte le domeniche, in diretta, proprio dagli studi RAI di Napoli mentre

Animalieanimali va in onda dagli studi televisivi della Dear di Roma. Per quel che riguarda lo zoo di Napoli siamo probabilmente i meno indicati a parlare di gestione. Come ben sanno tutti coloro che ci seguono, noi non amiamo gli zoo, dove questi poveri esseri sono sfortunatamente costretti all’ergastolo. Purtroppo gli animali nello zoo ci sono e vanno gestiti nella maniera meno penalizzante possibile. Noi amiamo gli animali in libertà nei loro ambienti! Possiamo solo augurarci che la nuova struttura abbia quanto meno cercato di salvaguardare questo loro diritto, più che nello status di zoo nell’idea di un “giardino” zoologico.”

I suoi interessi e i suoi viaggi. Quali le esperienze praticate?

“Sono molteplici e riguardano vari campi: musica, cinema, letture, sport. I miei viaggi poi scaturiscono dal desiderio smisurato di apprendere e di sapere; ognuno realizzato in un paese diverso, con ogni sorta di  pregio o difetto, senza preferenza alcuna, per apprendere le cose più disparate. Sono i viaggi che hanno arricchito la mia cultura più di cento libri e mille ore trascorse a studiare. Posso dire che il mondo rappresenta la vera palestra della mia conoscenza.”

E’ risaputo che siamo un popolo di vacanzieri abituati spesso a viaggiare. Cosa dovremmo scoprire, trovare,  in quale maniera dovremmo imparare a farlo?

“La vacanza a mio avviso deve essere un modo per conoscere la realtà di un popolo. Ognuno viaggia per quelli che sono i suoi interessi. Sarò forse ripetitiva ma “conoscenza” è una parola che racchiude in sé tutto ciò che può riguardare un paese: dalla geografia alle religioni, dalle usanze ai costumi, dalla cucina alla musica, alla cultura. Non importa sapere se e dove andare o magari ritornare. Importante è aver voglia di visitare sempre posti nuovi.”

Quale viaggio vorrebbe presto fare?

“Quello che non ho ancora fatto e che presto programmerò!”

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